I problemi che risolvo
per te

Non prodotti da piazzare.
Risposte alle domande che contano

Dare forma al patrimonio,
non solo farlo crescere

Investimenti qui, liquidità là, immobili che non sai se tenere, una previdenza di cui ti sei dimenticato. Il patrimonio, quando cresce, si disperde. Il mio lavoro è raccogliere tutti i pezzi e farli diventare un disegno coerente, pensato intorno alla tua vita.

Dove intervengo

Mettere al lavoro il capitale inattivo. Costruire un portafoglio che genera rendimento reale, non solo difesa dall’inflazione.
Dare coerenza al patrimonio disperso. Un’allocazione unica, costruita con logica, misurabile nel tempo.
Fare ordine tra fondi, ETF e strumenti alternativi. Tenere quello che serve, chiudere quello che costa senza rendere.
Integrare la fiscalità nel piano, non aggiungerla dopo come ripensamento.
Costruire strutture patrimoniali efficienti (holding, trust, PIR) quando servono davvero, non per moda.
Preparare il passaggio generazionale con strutture che proteggono, non complicano.

Mettere in sicurezza quello che hai costruito,
senza smettere di far crescere il resto.

Proteggere non significa essere conservativi. Significa costruire un impianto che tiene anche quando qualcosa non va. Per l’imprenditore vuol dire creare un patrimonio personale davvero separato dall’azienda. Per chi ha accumulato, vuol dire consolidare il capitale già costruito. Per tutti, avere un piano che non ti fa perdere il sonno.

Dove intervengo

Separare, davvero, patrimonio personale e aziendale. Non sulla carta. Nella realtà.
Costruire portafogli decorrelati dal rischio del tuo settore.
Preparare la cessione o il cambio di assetto dell’azienda nel tempo che serve per scegliere le condizioni migliori. Spesso la differenza tra un buon esito e uno mediocre è proprio questo: il tempo con cui ci si prepara.
Gestire il capitale post-exit senza perderne il controllo nei primi mesi, che è quando succedono i danni.
Scegliere le coperture assicurative che servono, e solo quelle.

Costruire la pensione
che ti sei meritato

Il sistema pubblico non basta. Non è un’opinione, è aritmetica: per un lavoratore autonomo la differenza tra ultimo reddito e prima pensione può superare il 40%, per un dirigente il 30%. La buona notizia è che hai tempo, se cominci adesso. Ogni anno di ritardo pesa il doppio di quello prima, per via del costo composto. Ma lo stesso vale al contrario: ogni anno in cui parti in anticipo vale il doppio.

Ultimo reddito Pensione stimata
Lavoratore autonomo: reddito 100%, pensione stimata 60% (gap 40%). Dirigente: reddito 100%, pensione stimata 70% (gap 30%).

Gap previdenziale

-40%

lavoratore autonomo

Gap previdenziale

-30%

dirigente

Dove intervengo

Quantificare con precisione il tuo gap previdenziale. Non “a sensazione”: con i numeri.
Costruire il piano che lo colma con gli strumenti più efficienti dal punto di vista fiscale.
Integrare previdenza obbligatoria, fondi pensione e pianificazione personale in un disegno unico e coerente.
Rendere visibile, anno dopo anno, dove sei rispetto all’obiettivo, senza dover aspettare che sia troppo tardi.

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